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Foto Nel nome di Marco: Brusati Challenge finalmente al Dream Team

Sport disabili – wheelchair hockey, affermazione giallonera sui Campioni d’Italia

Nel nome di Marco: Brusati Challenge finalmente al Dream Team

La squadra milanese batte il Coco Loco Padova nella sfida in ricordo del proprio grande campione

Bareggio (MI) – Nel nome di Marco Brusati. Al quarto tentativo, il Dream Team Milano riesce a portarsi a casa la Coppa della vittoria nella sfida-evento dedicata al proprio grande campione scomparso. L’impresa non era mai riuscita ai gialloneri ma quest’anno, sull’onda dell’ottima stagione disputata e culminata con il ritorno in A1, anche questa scommessa è stata vinta: domenica 7 giugno al palazzetto di Via Matteotti a Bareggio anche i “bicampeones” del wheelchair hockey, i padovani tricolori del Coco Loco Padova hanno dovuto inchinarsi a Milano, per 5-4.

La partita-clou della manifestazione è stata bella e avvincente, come sanno esserlo le partite giocate tra squadre vere. E forse, la prima notizia è proprio questa: al di là della promozione nella serie maggiore, il Dream Team ha dimostrato domenica che nella prossima stagione, in A1 vuole esserci per “contare”, non “per fare numero”…

Ma per ottenere la “patente” da grande squadra, di partite come questa i ragazzi di Coach Solci dovranno metterne in fila ancora tante, a cominciare dalla prima del girone eliminatorio del Campionato che verrà.

Ma vediamolo, il filmato di questa partita, giocata dal Coco Loco con soli 4 effettivi, ma ai quali si è sportivamente aggiunto tra i pali il portiere dei Magic Torino Graziano, che aveva compiuto mirabilia nelle altre partite inserite nel contesto del 4° “Marco Brusati Challenge”, cioè quelle cioè del raggruppamento valido come eliminatoria di Coppa Italia, dove i torinesi hanno conteso la qualificazione a Red Cobra Palermo, Sen Martin Modena e all’altra squadra di Milano, le giovani Turtles. Per la cronaca a qualificarsi sono stati i Red Cobra.

Ma torniamo alla partita del Challenge: dove ai Coco Loco mancherà pure il fresco vincitore del premio Top Player 2015 Emanuel Farcasel, ma i giocatori presenti si chiamavano comunque Salvo, Giliberti, Schiaroli, Mahdi: 2 volte vincitore a sua volta del Top Player il primo, 2 volte scudettati tutti e 4 insieme.

Il Dream Team ha affrontato di slancio l’ostacolo, portandosi presto in vantaggio nel primo quarto di gioco con Andrea Ronsval, pimpante e concentrato come non mai, con un morbido tocco nell’angolino opposto; un colpo degno del miglior Brusati. Il Coco Loco impegnerà gran parte delle prime due frazioni per trovare il pareggio, che arriverà, dopo alcune significative parate di Chiara Laganà, con un tiro sotto misura del Nazionale Claudio Salvo.

Il terzo quarto sembra il momento nel quale i Campioni d’Italia possono prendere il sopravvento, ma la resa di Milano non arriva anzi, anche Rutigliano, subentrato tra i pali a Laganà, si disimpegna a dovere e la difesa meneghina, con Bruno e Baidi, innesca micidiali contropiede, finalizzati dalle serpentine di Ronsval o sfruttati a turno dalle altre due mazze milanesi Ghislotti e La Cara, che si alternano al suo fianco per una questione di punteggio di squadra da non sforare. Il terzo tempo si conclude 5-1 per il Dream Team e i tifosi milanesi dapprima controllati, si lasciano andare al tripudio.

Sembra fatta… e invece no. La squadra giallonera, dopo alcune sostituzioni (entrano in porta Abbate e Bonasia per Baidi) non trova il giusto assetto in campo, si disunisce e smarrisce gli schemi difensivi tanto efficaci nei primi 2 quarti. La confusione regna sovrana, se un giocatore tecnico come Ronsval perde palle banali nella sua metà campo o se un difensore roccioso ed esperto come Bruno invade la sua area di porta provocando un doloroso rigore.

L’arbitro fischia lo “shoot-out” ed è Giliberti a metterlo a segno, ridando fiato e speranza ai Campioni d’Italia. È il gol del 5-2 al quale seguiranno altre due reti padovane. L’orgoglio di Padova però non basta a bloccare in gola l’urlo liberatorio di Milano.

Perché il thriller è comunque destinato al lieto fine, al 5-4 conclusivo e alla Coppa alzata dal capitano di giornata Ghislotti, preda in campo di una “trance agonistica” così totale da fargli persino dimenticare a fine gara di avere messo a segno una delle reti dei suoi. Non gli manca però la lucidità nel puntare l’indice in alto verso un compagno di squadra che sta, ora, soltanto un po’ più su, ma è ancora ben presente tra tutti quelli che scendono in campo.

L’impressione finale? Eccola: l’onda anomala chiamata Dream Team si è alzata. Gente, fate attenzione là sotto, perché nessuno sa fin dove potrà arrivare…

Riccardo Rutigliano

Foto: Giorgio Monopoli
10/6/2015








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