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Politica
Foto Cdm, via libera a decreti attuativi Buona Scuola

Ma associazioni e sindacati manifestano il loro dissenso

Cdm, via libera a decreti attuativi Buona Scuola

Nuove regole per insegnanti e maturità

Roma - Nuove modalità per la maturità (dal 2019) e per diventare insegnanti. Il consiglio dei ministri ha approvato stamani in via definitiva gli otto decreti attuativi della legge 107 (Buona scuola). I provvedimenti ridisegnano anche l'istruzione professionale, prevedono nuove risorse per il diritto allo studio e introducono novità per l'educazione della fascia d'età 0-6 anni, per le scuole all'estero e per l'inclusione degli alunni disabili. Gentiloni: "Iniezione di qualità" "Con questo atto e con il lavoro fatto in questi mesi dalla ministra Fedeli insieme alla presidenza e ad altre strutture del governo, si completa e si vara definitivamente la riforma della scuola”.

Così ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli, in conferenza stampa, dopo l'ok del cdm ai decreti attuativi della Buona scuola: “Rappresenta una notevole iniezione di qualità nella nostra scuola", ha detto il premier Paolo Gentiloni in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. La riforma: "Abbiamo mantenuto i voti" nel primo ciclo "accompagnati da un percorso di valutazione e semplificato l'esame di terza media. E abbiamo fatto un'operazione importante sugli esami di stato, per i quali comunque non cambia nulla per quest'anno”.

Subito l'Unione degli Studenti ha manifestato il suo dissenso per bocca della coordinatrice nazionale Francesca Picci, che ha annunciato una manifestazione di piazza per il 9 maggio: "Il governo non ascolta gli allievi, approvando testi scritti frettolosamente e che non rispondono alle reali necessità della scuola. Ci chiediamo se questo non avvenga per paura degli studenti". Si pronuncia anche la Cgil, con il segretario confederale Giuseppe Massafra che giudica "insufficiente" il percorso di confronto prima del via libera ai decreti: "È stata impedita l'introduzione di numerose proposte migliorative, avanzate dalle organizzazioni sindacali".

E’ quella del sostegno la riforma più contestata. La maggioranza parlamentare ha provato a far entrare nel testo finale alcune considerazioni avanzate dalle associazioni, critiche con il primo disegno del governo. La delega sulla disabilità ora prevede "un sostegno potenziato" e 90mila insegnanti fissi. Nuove assunzioni solo di fronte a pensionamenti e "in deroga". Confermato il numero massimo di 20 alunni se in una classe c'è un disabile.

Il sostegno entra nell'autovalutazione delle scuole. Gli uffici scolastici decideranno il numero di bidelli (Ata) da assumere, tenendo conto delle presenze di alunni con disabilità: saranno loro infatti a doverli accompagnare in bagno. Ne consegue che le scelte tra il personale Ata si faranno anche in base al genere: uno studente disabile maschio avrà bisogno di un bidello maschio e viceversa. I docenti di sostegno per le classi elementari vedranno istituito un corso ad hoc post-laurea. Dalla norma finale, infine, è stato tolto l'aggettivo "equipollente": avrebbe reso più difficile a un disabile l'esame di terza media.

R.R.
7/4/2017








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