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Esteri
Foto Siria, aree cuscinetto concordate da Russia, Turchia e Iran

Mosca: ‘Al via da mezzanotte. Ma lotta a Isis prosegue’

Siria, aree cuscinetto concordate da Russia, Turchia e Iran

Verranno create quattro aree di sicurezza senza voli o bombardamenti

Astana (Kazakistan) - Dopo sei anni di guerra, gli alleati di Damasco, la Russia e l'Iran, e i sostenitori dei ribelli, la Turchia, hanno firmato un accordo per creare in Siria quattro zone cuscinetto.

Dunque entra in vigore da mezzanotte del 6 maggio l'intesa per la creazione di quattro zone di de-escalation in Siria. Lo fa sapere il ministero della Difesa russo. Arriva dopo sei anni di guerra l'accordo tra gli alleati di Damasco, Russia e Iran, e i sostenitori dei ribelli, Turchia, per creare nel Paese delle aree di sicurezza, sulle quali, ha specificato l'inviato speciale del Cremlino, Aleksandr Lavrentyev, sarà proibito il volo anche degli aerei militari della coalizione a guida americana.

I tre Paesi garanti notificheranno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il memorandum, ma Mosca sottolinea che per la sua attuazione non è necessario il via libera del Palazzo di Vetro. Un eventuale monitoraggio delle zone di de-escalation in Siria da parte degli Usa deve essere discusso a livello militare e di esperti, ha poi sottolineato il vice ministro degli Esteri russo Mikhail Bogdanov.

"La messa in atto del memorandum permetterà di fermare le operazioni di guerra delle parti belligeranti e praticamente metterà fine alla guerra civile in Siria", sostiene il vice ministro della Difesa russo, generale Aleksandr Fomin, secondo cui è per questo che "il documento è di grande importanza". Fomin ha quindi sottolineato che il documento "è sostenuto da tutti i principali attori interessati, le Nazioni Unite, l'amministrazione Usa, la leadership saudita e altre autorità, e questa - afferma il vice ministro russo - è una garanzia certa che verrà messo in atto”.

Si tratta di quattro zone, situate in otto delle 14 province della Siria. La prima comprende Idlib, nel Nord-Ovest, controllata da una coalizione di islamisti e jihadisti, tra cui l'ex affiliata di al Qaeda, e le vicine Latakia, Hama e Aleppo, ognuna delle quali conta zone controllate dai ribelli; la seconda si trova a Nord della provincia centrale di Homs, dove i ribelli controllano una fascia di territorio; la terza comprende la zona del Ghouta orientale, roccaforte ribelle nei pressi di Damasco; infine la quarta si situa nel Sud del Paese, in particolare nelle province di Daraa e Quneitra, dove ci sono vaste zone controllate dai ribelli, così come da una fazione jihadista vicina allo stato islamico (Isis).

Nonostante l'accordo entri in vigore da domani, Mosca ha già smesso i bombardamenti sulle aree che verranno designate come zone di de-escalation. "Dalle 0 ore del 1 maggio l'uso dell'aeronautica russa nelle aree corrispondenti alle zone di de-escalation è stato interrotto" ha detto l'alto comandante russo Sergei Rudskoi in un briefing con la stampa.

Resta invariato l'impegno contro il terrorismo: la firma del memorandum "sulla creazione di zone di de-escalation nella Repubblica araba siriana - ha chiarito Rudskoy - non significa la cessazione della lotta contro i terroristi Daesh e del Fronte al-Nusra".

R.R.
5/5/2017








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