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Cultura
Foto Si e' concluso domenica il Festival dei diritti umani

Sei giorni di proiezioni e incontri in Triennale

Si e' concluso domenica il Festival dei diritti umani

Ieri sera la proiezione dei docufilm vincitori

Si è conclusa domenica 7 maggio la seconda edizione del Festival dei diritti umani. Il Festival, in programma alla Triennale di Milano, è stato dedicato alla libertà di espressione. Un pubblico attento ha seguito gli incontri con gli studenti, organizzati con la collaborazione del CIDI (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti), le proiezioni di documentari selezionati da Sole Luna Doc Film Festival e la selezione di lungometraggi scelti da Vanessa Tonnini, programmer e direttrice artistica del Festival Rendez-Vous, dedicato al nuovo cinema francese. E, ancora, mostre, convegni, dibattiti e dialoghi con intellettuali e studiosi italiani e internazionali.

"Rispetto. Se c’è una parola chiave che ha attraversato tutta questa edizione del Festival dei Diritti Umani è rispetto. L’hanno usata con diverse declinazioni molti ospiti, italiani e stranieri.
Rispetto è quello che manca in Turchia, in Russia, in Cina verso i giornalisti che non accettano di essere dei semplici cantori del regime, hanno detto Ahmet Insel, Nadia Azhghikina e Angela Gui.
Chi ha rispetto di tutti è l’esempio da seguire, non chi bullizza gli altri, è il consiglio che hanno dato tutte le associazioni che combattono questa piaga. I giornalisti devono avere rispetto per le persone di cui parlano nei loro articoli, hanno detto i giovani delle scuole di giornalismo che hanno proposto strategie contro l’hate-speech.
Rispetto per le vittime del terrorismo, delle violenze, della migrazione vuol dire rivendicare verità e giustizia, hanno detto Ella Kesaeva, Assa Traoré e Padre Solalinde".
Così Paolo Bernasconi, presidente dell'associazione Reset - Diritti Umani, Giancarlo Bosetti, membro del comitato coordinamento, e Danilo De Biasio, direttore del Festival.

Nella serata di chiusura sono stati proclamati i vincitori e proiettati i relativi film della sezione DOC del Festival, rassegna curata da Sole Luna Doc Film Festival.

Sono stati proposti agli spettatori 19 produzioni in concorso e 3 fuori concorso con il meglio del cinema del reale internazionale, selezionati, fra gli oltre 400 pervenuti da tutto il mondo, dalla presidente di SLDFF, Lucia Gotti Venturato e dai direttori artistici Chiara Andrich e Andrea Mura, giovani e già affermati filmmakers, diplomati al Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo.
“La Giuria ha lavorato con grande impegno e professionalità – afferma Lucia Gotti Venturato - esprimendo un giudizio che è completamente condiviso dal gruppo selezionatore del SLDFF alla luce del tema principale trattato in questa seconda edizione del Festival dei Diritti Umani di Milano, la libertà di espressione. I tre premiati ben rappresentano alcuni dei temi cardine di SLDFF, e più in generale un sentimento che guida l’attenzione ai diritti e alla dignità umana. Ancora una volta l’esperienza al Festival dei Diritti Umani di Milano ci ha arricchito dal punto di vista umano e professionale. Sole Luna Doc Film Festival questa sera aggiungerà al premio della giuria del Festival dei Diritti Umani per il miglior documentario, una preziosa scultura disegnata da Tobia Scarpa”.
Oltre al premio della giuria per il miglior documentario e al premio Reset-Diritti Umani, i giurati hanno ritenuto di assegnare una menzione speciale.

Di seguito i vincitori.

Premio della Giuria al miglior documentario > Dead Ears di Linas Mikuta (Lituania 2016, 42’).
Per l’essenzialità sontuosa con cui viene raccontata una storia universale di struggente difficoltà di dialogo, e per la delicatezza con cui riesce a descrivere un rapporto di amore che implode in tensione e rabbia, catturando con immagini potenti - e allo stesso tempo semplici e folgoranti - una realtà che acquista una dimensione sempre più simbolica e astratta, il premio della Giuria al miglior documentario va a Dead Ears di Linas Mikuta.

Premio Reset-Diritti Umani > Dönüş-Return di Valeria Mazzucchi (Italia 2017, 50’).
Per la capacità di trasmettere la trasformazione politica di un paese, la Turchia, attraverso lo sguardo e la vita professionale e privata di un corrispondente estero, in un film immerso nell’attualità più recente e il caso Gabriele Del Grande è solo uno degli oltre 100 giornalisti incarcerati sotto il governo di Erdogan.
Ancora oggi si legge di violazioni di diritti umani e della libera informazione su cui la politica di Erdogan ha attuato un giro di vite con la soppressione del pluralismo di voci e di comunità così identitarie per la Turchia. Il percorso del protagonista segue per oltre vent’anni la storia Turca, una promessa non mantenuta di una strada multietnica, democratica e multireligiosa, in un paese di maggioranza musulmana. Il premio Reset per i diritti umani va a Dönüs / Return di Valeria Mazzucchi.

Menzione Speciale della giuria > P.E. Class di Jabar Salehi (Iran 2015, 15’).
Per il tocco leggero che accarezza una realtà di confine - tra Iran e Iraq, tra desiderio e possibilità, tra passione e futuro - attraverso lo sguardo dei bambini e la loro innocente ma inarrestabile voglia di “giocare” che s’infrange sul “campo minato” degli assurdi e incomprensibili giochi di potere dei “grandi”, la menzione speciale della giuria va a P.E. Class di Jabar Salehi.

I giurati:
Nina zu Fürstenberg è fondatrice e presidente di Reset-Dialogues on Civilizations. Ha scritto e operato in tema di diritti umani e di dialogo interculturale, in particolare approfondendo le espressioni contemporanee del pensiero islamico, traducendo il suo impegno in articoli, video e libri. Ha curato Euro-Islam. L'integrazione mancata di Bassam Tibi, Lumi dell'Islam. Nove intellettuali musulmani parlano di libertà e con Krzysztof Michalski Europa laica e puzzle religioso. Ha curato ancora Testo sacro e libertà. Per una lettura critica del Corano di Nasr Abu Zayd. È autrice di Chi ha paura di Tariq Ramadan. L'Europa di fronte al riformismo islamico. Questi volumi sono usciti nella collana dei Libri di Reset per Marsilio editore. Le sue "video-interviste in pillole" con opinion leaders sono state prodotte per la rivista on-line resetdoc.org.

Barbara Sorrentini. Laureata in filosofia. Giornalista, voce di cinema e cultura a Radio Popolare, cura e conduce le trasmissioni "Chassis" e "Vogliamo anche le rose", dedicata ai documentari. Direttrice artistica del Festival dei beni confiscati alle mafie. Ha collaborato con La Repubblica, E-Il Mensile, Pagina 99, blogger per MicroMega, Cineforum Web, Cinecittà News, 8 1/2. E’ tra i curatori del libro "Entretiens- Nanni Moretti" edito dai Cahiers du Cinéma ed è tra gli autori della "Guida ai film per ragazzi" (Il Castoro). E' stata consulente dell’Assessorato alla Cultura di Milano (2012-2013).

Francesco Clerici (Milano, 1983) si è laureato in Storia e Critica dell’Arte presso l’Università Statale di Milano con una tesi su Buster Keaton e l’arte contemporanea. Dal 2003 presenta cineforum e conduce laboratori di produzione cinematografica per bambini e ragazzi di tutte le età. È scrittore, documentarista, e collabora con l’artista Velasco Vitali dal 2009. Dal 2009 Francesco collabora con la CICAE (Confédération Internationale des Cinéma d’Art e d’Essai) ed è stato membro della loro giuria al 17th Sarajevo Film Festival, alla 69 Mostra del Cinema di Venezia, al 17th Kino Pavasaris Vilnius film festival, e all’Annecy Cinema Italièn 2013. Nel 2012 ha pubblicato il suo primo libro 24 Fotogrammi: storia aneddotica del cinema (Secondavista Edizioni, 2012) e da quell’anno tiene lezioni e laboratori per alcune università italiane (Università Bicocca di Milano, Università degli studi di Pavia e di Milano, IULM, Università degli studi di Parma) e Campus stranieri di cinema. Nel 2016 è stato invitato nella giuria principale del T-Mobile New Horizons film festival di Breslavia per la sezione film sull'arte. Il Gesto delle Mani, il suo primo documentario lungometraggio, è stato presentato al Festival del Cinema di Berlino 2015 nella sezione FORUM, dove ha vinto il premio della critica internazionale FIPRESCI ed è stato selezionato in molti altri festival in tutto il mondo tra i quali: London Film Festival, Viennale, RIDM Montreal, Sarajevo film festival e New Horizons Film Festival.

Il Festival dei diritti umani è stato organizzato da Reset-Diritti Umani, con il patrocinio della Presidenza della Camera dei deputati, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Città Metropolitana di Milano, del Comune di Milano, dell’Ordine degli Avvocati di Milano, di Amnesty International, dell’Università degli Studi di Milano e dell’Università Milano Bicocca. Il comitato di coordinamento e direzione è composto da Paolo Bernasconi, Giancarlo Bosetti e Danilo De Biasio, che ne è direttore.
9/5/2017








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