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Foto Giappone e Vaticano, 75 anni di relazioni diplomatiche

Relazioni internazionali

Giappone e Vaticano, 75 anni di relazioni diplomatiche

Il teatro di Kazufusa Hosho

Roma. In un momento in cui il mondo tenta di sopravvivere alla paura del terrorismo e al rischio di nuovi conflitti transnazionali, con i fondamentalismi religiosi a giocare il ruolo non richiesto del convitato di pietra, la celebrazione del 75° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Giappone e Santa Sede, avvenuta a Roma nei giorni scorsi, rappresenta sicuramente l'anti-evento per eccellenza, l'ossimoro della post modernita', l'alchimia perfetta di due mondi - quello nipponico e quello d'Oltretevere - che sin dall'antichita' hanno sempre convissuto pacificamente.

Per questo, grazie all'organizzazione dell'Ambasciata del Giappone presso la Santa Sede, il teatro tradizionale del Paese del Sol Levante e' stato protagonista di questa ricorrenza con tre particolari opere (Okina, Hagoromo e Resurrezione di Cristo), andate in scena al Palazzo della Cancelleria il 23 e 24 giugno, che rappresentano un viaggio a ritroso nella cultura e nello spirito della Roma classica e che sono basate sulla tradizione Noh, la piu' antica e complessa delle rappresentazioni teatrali giapponesi, meno accessibile - forse per questo piu' affascinante - rispetto al popolarissimo Kabuki.

Quella del Noh e' una vera e propria arte fatta di regole rigide e significati profondi, con una gestualita'molto ricca e codificata, con attori e danzatori Maestri che impiegano anni ad apprendere questo "stile" che in genere viene tramandato.

Nella conferenza stampa di presentazione dell'evento, alla quale anche La Voce ha preso parte, l’Ambasciatore Yoshio Nakamura ha dichiarato: “Oggi siamo qui non solo per farvi conoscere la bellezza della tradizione giapponese, ma anche per definire di nuovo il ruolo della cultura nel nostro tempo. Il teatro Noh e' nato grazie al fatto di aver assorbito da circa mille anni le culture del mondo, tra cui certamente quella dell’Antica Roma. Siamo convinti che potremo ancora crescere attraverso il rispetto per paesi, religioni e culture diverse. Attraverso la rappresentazione 'Okina', lo spettacolo piu' antico del teatro Noh, ci auguriamo di trasmettere lo spirito della comprensione reciproca".

Alla conferenza sono intervenuti anche i Maestri Kazufusa Hosho, Tatsunori Kongo e Sengoro Shigeyama, che sono poi stati i magnifici protagonisti delle opere teatrali. In particolare, il Maestro Kazufusa Hosho ha parlato della scuola Hosho, una delle cinque scuole shite fondate 650 anni fa a Nara. In origine le rappresentazioni si tenevano in luoghi religiosi, come templi o santuari. Nel corso della storia, supportati dalle famiglie shogunali, gli spettacoli venivano apprezzati soprattutto dalla classe militare e aristocratica. Nel periodo Edo la scuola prospero' grazie al mecenatismo della dinastia degli shogun Tokugawa. Quando pero' il governo feudale dell'epoca Edo crollo', molte scuole Noh dovettero sciogliersi. Il sedicesimo Maestro della scuola Hosho, Tomoharu Hosho, e altri artisti Noh si impegnarono tuttavia a difendere la loro attivita' e permisero alla tradizione di sopravvivere. La scuola Hosho e' conosciuta per la raffinatezza e delicatezza del canto: “Uta Hosho”. Paragonata alle altre scuole, quella Hosho, che gode di estimatori in tutto il mondo e in particolare in America, utilizza le piu' diverse tecniche vocali e si distingue per l'espressivita' delle melodie.

L'altra scuola protagonista di questo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Giappone e Vaticano e' stata quella Kongo che, come ha spiegato il Maestro Tatsunori Kongo, e' un'altra delle cinque scuole shite e trova le sue origini nella compagnia di sarugaku Sakadoza connessa al tempio Horyuji a Nara. All’alba del periodo Muromachi divenne una delle quattro compagnie di sarugaku di Yamato al servizio del tempio Kofukuji. L'attuale caposcuola, il maestro Misanori Kongo, appartiene alla XXVI generazione della scuola Kongo. La scuola e' conosciuta per i suoi movimenti dinamici, ma al contempo perfettamente aggraziati nella danza, ed e' famosa inoltre per la sua rinomata collezione di maschere e costumi, tra cui la “yuki no koomote”, maschera donata dal celebre guerriero Toyotomi Hideyoshi e l'affascinante maschera “Magojiro”. Delle cinque scuole, quattro si trovano a Tokyo, mentre la scuola Kongo e' l'unica ad aver sede a Kyoto. Il Teatro Noh Kongo e' situato in questa storica citta' di grande tradizione culturale, in cui si tengono molte rappresentazioni legate alla tradizione giapponese. La scuola porta frequentemente importanti spettacoli oltreoceano, tra cui si ricorda la storica rappresentazione per Papa Giovanni Paolo II nel 1984.

“Il Noh - ha concluso il Maestro Sengoro Shigeyama - e' nato assorbendo con rispetto elementi culturali di altri paesi e differenti civilta' e facendone una filosofia. Da un passato lontano, dalle civilta' dell’antica Roma, della Grecia, di Bisanzio, lungo la via della seta, o ancora dall’India e dall’Indonesia, attraverso i mari, le arti del Noh e Kyogen sono sorte dalla fusione di tutti questi fermenti nel clima e nel contesto peculiare del Giappone. La storia del Noh e Kyogen nasce da questa molteplicita' di stimoli, esercitando poi un forte influsso sulla cultura giapponese delle epoche successive. Il 'design' e' certamente uno degli ambiti che ha maggiormente risentito delle influenze dal continente: tra i costumi a disegni geometrici utilizzati nella danza Okina si puo' riconoscere l’influenza della civilta' romana". Si ringrazia l'inviato Massimo Montebove per la sua collaborazione nell'articolo.

Antonella Marchisella
27/6/2017








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