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Cronaca
Foto Milano, mafia e vigilantes: i primi chiarimenti

La siicurezza nel mirino del Tribunale

Milano, mafia e vigilantes: i primi chiarimenti

Si attendono gli sviluppi del maxi arresto che ha incastrato il clan dei Laudani

Milano - Sono passati due mesi dal giorno in cui sono stati effettuati quattordici arresti a seguito dell'operazione condotta dal pool antimafia milanese che ha visto coinvolte diverse società tra le quali il gruppo Sigilog  di Cinisello Balsamo, la Securpolice Group, La Sercurpolice srl, la Securpolice Servizi Fiduciari srl, la Sercurpolice Servizi srl e la Ibi Service srl.  Tra le 14 persone arrestate, alcuni degli imprenditori finiti in manette con l'accusa di far parte di un'associazione per delinquere che aveva favorito gli interessi della famiglia mafiosa dei Laudani di Catania erano: Giacomo Politi, Emanuele Micelotta, Alessandro e Nicola Fazio.

Ma, in attesa di conoscere gli sviluppi di questa vicenda, riportiamo qui di seguito una lettera inviata da Adriele Guarneri (socio in tempi non sospetti di Alessandro Fazio ndr), al quotidiano online Business Insider per mettere a tacere le voci e la curiosità di quanti, a più riprese, hanno superficialmente associato l'imprenditore e la sua società a una inscresciosa faccenda che non lo riguarda.
Qui di seguito il testo integrale della lettera del dott. Adriele Guarneri alla testata Business Insider.

Egregio Direttore Dott. Pons ed egregio Dott. Sparaciari,

io sottoscritto Adriele Guarneri, letto il Vostro articolo pubblicato in data 30 maggio e intitolato “Le mani della mafia sui vigilantes milanesi”, per amore di verità ed a tutela dell’onorabilità propria e delle società del gruppo da me rappresentato, sono a precisare che, a partire dal mese di maggio del 2012 ho avviato un percorso di divisione delle aziende e delle partecipazioni avute sino a quella data con il Sig. Alessandro Fazio, formalizzando, a tal proposito, idonei patti parasociali del 18 dicembre 2012 e successive determine assembleari delle società coinvolte.
Ne discende che, a far data dal maggio/dicembre 2012, di fatto, i percorsi professionali ed imprenditoriali tra me ed il Sig. Alessandro Fazio si erano sostanzialmente separati ed interrotti.
Da qui l’inconferenza dei passi del Vostro articolo e l’estraneità dello scrivente rispetto alle commesse evocate nello stesso e riguardanti, ad esempio, Regione Lombardia ed Expo.
Relativamente alla vicenda Trenord, sempre per completezza, il sottoscritto rivendica la piena legittimità del proprio operato, in primo luogo per le modalità di assegnazione avvenuta a seguito di una regolare procedura negoziata senza previa indizione di gara, in ossequio a quanto disciplinato dal Codice Appalti: il servizio in effetti presentava i requisiti della sperimentazione, aveva carattere d’urgenza e come oggetto un’attività qualificabile come complementare rispetto a quella già svolta in qualità di fornitore della commessa originaria.
A ciò si aggiunga che in data 15 marzo 2017 lo scrivente è stato mandato assolto dal Tribunale di Milano – con la formula più ampia “perché il fatto non sussiste” – dall’accusa di aver svolto abusivamente attività di vigilanza a bordo dei convogli Trenord: il dibattimento ha provato viceversa, che l’attività effettivamente svolta come da contratto sottoscritto con Trenord dalla mia società non necessitava di alcuna autorizzazione Prefettizia di Investigazioni o di Vigilanza.
Segnalo ad abundantiam che la mia assoluzione veniva richiesta anche dallo stesso PM al termine del dibattimento.
Vi invito pertanto a pubblicare e a dare analoga evidenza alla presente mia, affinché non si faccia confusione e non si crei alcun equivoco tra la mia persona, le mie società ed i fatti da Lei riportati nel citato articolo del 30 maggio u.s.

Con i migliori saluti
Adriele Guarneri
18/7/2017








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