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Economia
Foto Svizzera: il segreto bancario tra passato e futuro

Lo scambio di informazioni per combattere l'evasione fiscale e il riciclaggio

Svizzera: il segreto bancario tra passato e futuro

La residenza nella Confederazone resta ambitissima

Quando si pensa alla massima riservatezza sulle informazioni bancarie, la prima nazione che viene in mente e' la Svizzera. In effetti, le banche elvetiche si sono create una solida reputazione per quanto riguarda il segreto bancario, mentre giornali e film hanno fatto il resto, regalando al piccolo stato confederato un’aura di segretezza quasi leggendaria. Ma dietro il silenzio dei banchieri svizzeri si cela una strategia ben precisa, che affonda le sue radici nella storia del paese e di una parte fondamentale della sua economia: le banche. Vediamo di capirne di piu'.

Sebbene il segreto bancario sia stato istituto ufficialmente nel 1934, secondo diverse fonti i banchieri elvetici avrebbero adottato un codice di segretezza gia' a partire dal 1600. In quel periodo diversi monarchi, tra cui il re di Francia, cominciarono a richiedere la segretezza sui conti a causa della loro ingente esposizione finanziaria con gli istituti elvetici. Nel 1713 il Gran Consiglio di Ginevra stabili' l’obbligo di stilare un registro dei clienti, ma vieto' la divulgazione delle informazioni su di essi. Grazie a questa norma, durante la rivoluzione francese, la Svizzera vide confluire nelle sue banche gli ingenti patrimoni dei nobili perseguitati in patria.

Nei secoli seguenti il segreto bancario continuo' ad essere una pratica consolidata e divenne anche uno strumento per attrarre capitali. Nei primi anni del ‘900, la Svizzera comincio' a pubblicizzarsi come paradiso fiscale per competere con gli altri grandi centri finanziari del tempo, quali Londra, Parigi e Berlino. Inoltre, la tradizionale neutralita' nei conflitti bellici rinforzo' l’immagine del paese elvetico come rifugio sicuro per gli investitori stranieri.

A partire dagli anni ’30 il segreto bancario fu istituito per legge, proprio con la motivazione ufficiale di proteggere i fondi depositati in Svizzera dagli ebrei vittime delle persecuzioni nella Germania del Terzo Reich. Si tratta di un passaggio fondamentale, perche' fino alla legge bancaria del 1934 il segreto era normato solo dal codice civile, che non prevedeva una sanzione penale (come ad esempio il carcere) in caso di violazione. Da questo momento, invece, i banchieri che avessero violato la riservatezza, assecondando le pressioni di altri paesi interessati a conoscere le attivita' dei propri cittadini, avrebbero rischiato la reclusione.

Nei decenni successivi il sistema bancario si e' notevolmente modernizzato con l’adozione dei piu' innovativi sistemi di protezione e criptaggio dei dati. Oggi le banche svizzere offrono una vasta serie di servizi che comprendono un’avanzata consulenza sugli investimenti, la possibilita' di controllare il proprio conto via telefono o via internet – fondamentale per il trading online – e anche un servizio di assistenza in diverse lingue. Il prodotto finanziario piu' famoso e' sicuramente il conto corrente cifrato, cioe' un conto che viene identificato solo tramite una sequenza alfanumerica o una parola chiave, senza il nominativo del titolare.

Anche nell’era digitale, quindi, il sistema bancario svizzero si e' dimostrato fedele al segreto bancario. Solo negli ultimi anni, a seguito di numerosi scandali finanziari internazionali, la Svizzera sembra aver iniziato a collaborare con le autorita' internazionali in tema di tracciabilita' finanziaria. Nel 2009 e' stata annunciata una revisione della legge sul segreto bancario con un allineamento alle regole dell’OCSE e dal 2015 e' stato raggiunto un accordo tra Svizzera e Italia (ma non solo) che ha sancito la cessazione del segreto tra i vari paesi.

Dal 1 gennaio 2017 l’accordo e' diventato operativo con l’obiettivo di ridurre l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro proveniente da attivita' illecite. Il futuro della Svizzera sara' quindi sempre meno riservato per chi risiede al di fuori della Confederazione, mentre rimarranno i vantaggi per chi ottiene l’ambita residenza.
10/8/2017








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