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Cultura
Foto Un Giovanni Boldini inusuale ma di grande fascino

Dal 9 settembre al 6 gennaio 2018

Un Giovanni Boldini inusuale ma di grande fascino

A Pistoia presso i Musei dell’Antico Palazzo dei Vescovi di Pistoia una mostra di straordinaria valenza artistica.

Il 2017 è per Pistoia un anno davvero speciale in quanto è stata proclamata Capitale della Cultura, ruolo che sta sostenendo con costante impegno ponendo in essere numerose iniziative culturali tutte di grande rilevo.

Tra esse ne vogliamo segnalare una ulteriore, l’allestimento della mostra ‘Giovanni Boldini. La stagione della Falconiera', ospitata presso i Musei dell’antico Palazzo dei Vescovi adiacente alla splendida architettura del Duomo e visitabile dal 9 settembre, giorno dell’inaugurazione, fino a tutto il 6 gennaio 2018. E’ una mostra molto ben allestita che, nonostante le sue piccole dimensione, possiede una statura culturale ed artistica di grande respiro.

Quando si pensa a Giovanni Boldini, artista nato Ferrara nel 1842, dopo la giovinezza passata in Italia si affermò a Londra e Parigi. E proprio nella ‘Ville Lumiere’ trovò il terreno fertile per divenire e un vero e proprio ‘mito’ a partire dal suo trasferimento nell’ultimo quarto dell’800 fino alla sua morte, avvenuta l’11 gennaio 1931. E proprio per questa sua attività parigina è conosciuto dal grande pubblico che ha sempre apprezzato quelle sue visioni della borghesia parigina, certamente piena di fascino ma intrisa nella decadenza che inesorabile arrivò con il ‘900 e che sconvolse tutta l’Europa, rivelandosi punto di non ritorno soprattutto dopa la grande, tragica, carneficina della Prima Guerra Mondiale.

Giovanissimo Boldini fu molto apprezzato in Italia, ed in particolare in Toscana, quando a partire dai primi anni ’60 alcuni esponenti di spicco della grande e fervida scuola dei macchiaioli, artisti come Cristiano Banti e Telemaco Signorini, riuscirono ad intravedere nel giovane artista un vero e proprio genio, proponendo il suo nome alla mecenate inglese Isabella Falconer, per eseguire alcune tempere di soggetto campestre e paesaggistico per ornare la sala da pranzo della Villa La Falconiera, situata nei pressi di Pistoia.

Di questi dipinti si perse la traccia fino a quando la giovane vedova di Boldini, Emilia Cardona Boldini, che la sposò quasi novantenne del 1929. Dopo la morte di suo marito si mise alla ricerca di questa opera, prendendo come base alcune, vaghe, indicazioni ricevute dal pittore, riuscendo a rintracciarle nella villa per la quale furono prodotte e divenute negli anni sfondo di un deposito di attrezzi.

Successivamente, nel 1971, furono tolte dalla destinazione originaria e portate all’interno dei Musei dell’Antico Palazzo dei Vescovi di Pistoia ma senza ottenere un vero e proprio ruolo di primo piano. In questi ultimissimi anni il museo è stato ristrutturato ed alle tempere è stata dedicata una sala che ricostruisce fedelmente l'originale sala da pranzo de La Falconiera divenendo una delle attrazioni principali del museo.

Su questa basi è stata costruita la mostra ‘Giovanni Boldini. La stagione della Falconiera’ curata dalla dottoressa Francesca Dini, che ha voluto accendere i riflettori su questo scorcio di vita di Giovanni Boldini, per un approfondimento dei fermenti culturali che nel ‘800 scossero la vita di Pistoia e del suo territorio contrapponendo alle meravigliose tempere alcune opere di Boldini dello stesso periodo riuscendo nell’intento di dimostrare che ci troviamo di fronte non ad ‘opere giovanili’ come si potrebbero banalmente rubricare ma, al contrario, davanti ad uno straordinario artista, come dimostrano i grandi ritratti degli amici Telemaco Signorini (1870), Cristiano Banti (1870) ed il ritratto, superbo per il suo fascino, di Alaide Banti in abito bianco (1866)al fianco degli strabilianti colori della ‘Marina’ (1870) che richiama la visione della spiaggia inserita nel ciclo delle tempere di Villa Falconer. per finire con il ritratto del ‘Generale spagnolo', del 1867, vera e propria anticipazione delle doti di ritrattista del Boldini che trionferà nella Parigi di fine Ottocento come pilastro della Bella Époque.

La mostra è molto ben curata, anche nelle parti più squisitamente didascaliche; è di piccole dimensioni ma, con certezza, la possiamo definire una ‘piccola-grande’ mostra perché riesce a condurre per mano il visitatore in un periodo ristretto della vita artistica di Boldini, quattro o cinque anni, facendone comprendere il suo magistero e lo sviluppo della sua arte. Per approfondire tutta la tematica della mostra vogliamo citare il catalogo, edito da Sillabe, che contiene saggi della stessa Francesca Dini assieme ad Andrea Baldinotti e Vincenzo Farinella


Giovanni Boldini
La stagione della Falconiera
Pistoia – Musei dell’Antico Palazzo dei Vescovi
9 settembre 2017 – 6 gennaio 2018

Ente Promotore
Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia

Direzione: Cristina Tuci
Curatrice: Francesca Dini. Andrea Baldinotti e Vincenzo Farinella collaboratori
Allestimento: Luigi Cupellini

Biglietti:
7 euro – 5 euro ridotto (visita museo e mostra)
5 euro – 3 euro ridotto (visita mostra)
1 euro scuole

Orario:
Martedì-Giovedì-Venerdì 10-16
Sabato e Domenica 10-19,30


Claudio Listanti
claudio.listanti@voceditalia.it
Nella foto:
Giovanni Boldini
La stesa dei panni (Decorazione parete sud della sala da pranzo della Falconiera) 1868
12/9/2017








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