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Cronaca
Foto Casi di amore e di morte: a tu per tu con il criminologo Andrea Feltri

Approfondimenti

Casi di amore e di morte: a tu per tu con il criminologo Andrea Feltri

Amore che diventa patologico

Il caso di Noemi e' uno di quelli che fa ancora discutere e che probabilmente ne avra' ancora per molto. Noemi, nel pieno dei suoi sedici anni e dei suoi sogni da adolescente, e' stata uccisa brutalmente dal suo fidanzato - anche lui non ancora maggiorenne – che l’avrebbe picchiata e accoltellata a morte all’alba del 3 settembre scorso, secondo quanto espresso dall’accusa. Una vicenda che lascia un profondo sconcerto e che viene dibattuta in tv e sui giornali in un mare in cui si cercano notizie e spiegazioni. Ma il caso di Noemi pur nella sua singolarita' rappresenta simbolicamente uno dei tanti in cui si osservano atti criminali tra partner e ex partner in coppie disfunzionali o amori patologici. Ed e' su questi casi che ci soffermeremo analizzandone alcuni punti con il Dottor Andrea Feltri, criminologo internazionale e pilastro del Centro di Psico Criminologia a Roma in collaborazione con la Dottoressa Debora Larosa:

- Dottor Feltri, e' sempre piu' frequente osservare tra ex partner il preludio di una tragedia annunciata in amori patologici e coppie disfunzionali dove amore e morte, ossessione e pericolo viaggiano in parallelo nella vita dei protagonisti, ma solo pochi ne hanno coscienza. Che distanza intercorre dall' amore al pericolo?
Dall' amore al pericolo, purtroppo, il passo o la distanza e' alquanto silenziosa; forse e' proprio in questo tempo di oblio che l'inconscio inevitabilmente percorre la strada che passa dai sentimenti piu' nobili (amore), a svelare il suo lato piu' oscuro, il piu' terribile, il piu' nero (pericolo o morte).
Alla base delle dinamiche relazionali disfunzionali vi e', sicuramente, una profonda insoddisfazione e frustrazione di se' stessi che puo' sfociare, a sua volta, in aggressivita'. Questo e' un incastro rilevante tra vittima e carnefice dove gli affetti, le emozioni, i sentimenti, il pensiero e le azioni hanno un ruolo cruciale in un "continuum" tra funzionalita' - disfunzionalita' , esteriorizzazione - interiorizzazione, permettendo di far emergere l'aggressivita' fino alla violenza e/o omicidio, manifestata proprio come un' espressione della "volonta' di potenza", diretta al superamento dei sentimenti di inferiorita' e paura di perdita.

- Qual e' il pilastro essenziale negli aspetti relazionali tra vittima e offender?
Il pilastro e' l'ossessione di entrambi, quel desiderio inconscio e mistico di "legarsi per sempre ". Il predatore solitamente viene stereotipato nella sua collocazione individuale, e solo successivamente viene valutata una condizione sia psicologica che culturale. Dentro a un predatore ci sono sempre campanelli d'allarme di sociopatia o psicopatia, e comunque risultano essere persone anaffettive.
L'ossessione dell'altro diventa divorante: l'ossessione della sua carne e della sua anima, che non bastano mai, lentamente porta al delirio, sviluppando la patologia del sentimento amoroso in una dualita' tra amore e odio.

- Dottor Feltri, qual e' la causa psicologica di pulsione ad uccidere quando la vittima decide di interrompere la relazione?
Sicuramente e' la mancanza di empatia dell'altro, ovvero l'incapacita' a sentire le emozioni dell'altro, di gioia o di dolore. Non a caso empatia significa "sentire dentro ". La dinamica principale di questi "incastri " assume proprio una funzione significante e inconscia nella loro "scelta inconsapevole a scegliersi" come uno specchio, alimentata da una sala di specchi psicologici su prove, difficolta' e modalita' di superamento.
Inoltre, un fattore importante da tenere ben presente non e' solo la struttura di personalita' del soggetto in questione ma anche l' "imprinting familiare".

- Le relazioni apparentemente nascono sane. Come si puo' percepire il momento in cui diventano patologiche?
Nella coppia viaggiano due contrasti, o meglio due tendenze opposte: una viaggia verso l' autonomia e l'altra verso la dominanza. Queste due tendenze sono caratterizzate da emozioni di entusiasmo e allo stesso tempo da emozioni di paura. Nella coppia, dal punto di vista relazionale vi sono due soggetti, e ovviamente un rapporto in evoluzione. In questo rapporto vengono messi tutti gli elementi che attirano due partner assieme e ognuno porta aspetti inconsapevoli del proprio mondo invisibile, ossia il "Se' interiore" fatto di vissuti relazionali, di esperienze, di stili di attaccamento genitoriali.
Quando nella coppia si manifesta un "predatore", costui nella maggior parte dei casi proviene da una "famiglia multiproblematica", e questo fattore e' molto importante per spiegare le origini dei comportamenti devianti.

- Recentemente nel paese salentino di Specchia, in provincia di Lecce, una giovane ragazza e' stata uccisa dal suo ex fidanzato. E’un caso che ha fatto molto clamore sia per il reato, sia perche' piu' volte la madre della vittima ha denunciato l'assassino. Vuole dire qualcosa su questo caso?
A mio modesto parere, in questo caso sono tre gli elementi principali da prendere in considerazione. Il primo e' la pericolosita' del ragazzo, in quanto ha una personalita' violenta tra l'altro gia' nota ai servizi sociali.
Il secondo e' il legame di interazione e poi di relazione tra i due giovani, legame ossessivo e compulsivo nella prima fase, e poi totalmente distruttivo nella seconda. Il terzo elemento, e' la causa scatenante della furia omicida: da quanto emerge attraverso i media e interviste rilasciate, i familiari di Noemi avevano un rapporto conflittuale con il ragazzo, non volevano che la sedicenne avesse una relazione con lui. Qualche tempo fa la mamma di Noemi aveva segnalato alla magistratura minorile il ragazzo a causa del suo comportamento violento. Per questo motivo erano sorti accesi contrasti tra le due famiglie.
Nel caso della giovane ragazza il movente non e' unicamente il conflitto tra le due famiglie e la relazione co - dipendente tra i giovani, ma anche il ruolo fondamentale della fantasia e dei fantasmi remoti dell'omicida fin dai primi "imprinting". Cosi' come l'arma del delitto non e' tanto un coltello, una pietra, un laccio, ma la sua mente.

- Dottor Feltri, lei e' esperto di studi Forensi in ambito criminologico e criminalistico, ma si astiene dal proporre conclusioni prima della fine delle indagini. Cosa ne pensa del giornalismo italiano di cronaca nera?
Ritengo che i casi devono essere studiati e risolti sulla base delle prove e non delle supposizioni, e soprattutto deve essere la magistratura unitamente alla polizia giudiziaria preposta e delegata alle indagini ad occuparsene a rilasciare quanto emerge dalle stesse e non come spesso avviene attraverso altri canali. Siamo ormai a una deriva selvaggia di media che stimola la morbosita' e la fuga di notizie. In questo modo la cronaca diventa eversiva ed emulativa.






4/10/2017








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