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Foto Nicaragua, riforme costituzionali 'alla Nica'

Tra serio e faceto

Nicaragua, riforme costituzionali "alla Nica"

Identificare le priorita' della gente

Managua (dal nostro corrispondente), 27 ott.- In questi mesi i rappresentanti del Frente Sandinista de Liberación Nacional (FSLN), e del Partido Liberal Constitucionalista (PLC), uniti in un patto di governo che fin dal 1997 permette loro di controllare il potere esecutivo e legislativo del paese, stanno ultimando le loro proposte per la riforma della costituzionale datata 1987. Se è vero che entrambi i partiti presenteranno due proposte distinte, è evidente che sono state elaborate insieme, ed in sede di discussione assembleare porteranno all’appianamento delle divergenze. Le proposte principali di cambio riguardano il passaggio da un sistema presidenziale ad uno parlamentare, l’allungamento della vita legislativa dei consigli comunali e dei sindaci da quattro a cinque anni, la riforma della legge elettorale e la possibilità per il Presidente della Repubblica di ricandidarsi alla guida del paese o come Presidente del Consiglio.

Se la possibilità per il Presidente della Repubblica di ricandidarsi è un evidente tentativo di Ortega di restare alla presidenza, il passaggio dal sistema presidenziale a parlamentare lascia molti dubbi. E` chiaro che un sistema parlamentare si basa su un apparato burocratico e una pubblica amministrazione che funziona, cosa che lascia ragionevoli dubbi se applicata in Nicaragua

Tutte queste proposte, indipendentemente dalla loro ragionevolezza, si basano su una debolezza di fondo. Sono il risultato della trattativa tra il Presidente eletto Daniel Ortega del Frente, e l’ex Presidente della Repubblica, reo confesso e condannato a vent’anni di carcere per truffa ai danni dello stato e riciclo di denaro per circa 80 milioni di dollari, Arnoldo Aleman, del PLC.

Questo personaggio riveste ancora in termini pratici la guida del PLC, anche se ufficialmente è agli arresti domiciliari con il divieto di fare politica. Diversi analisti credono che l’accordo tra i due porterà ad una divisione delle poltrone di Presidente del Consiglio e della Repubblica. Ad aggiungere gravità a questa situazione, condannata duramente dall’ambasciatore USA in Nicaragua John Trivelli, di per sè imbarazzante, c’è la probabilità che la riforma non venga sottoposta a referendum popolare.

Contro questo muoversi delle cose, però, gli altri due partiti presenti in Assemblea, l’Alianca Liberal Nicaraguense ALN e il Movimento Reformador Sandinista MRS, stanno sviluppando una campagna forte a livello istituzionale e popolare. Proprio di ieri è la notizia che diciannove deputati del PLC han approvato una dichiarazione che condanna la proposta di riforma costituzionale così come presentata, smarcandosi quindi dal loro leader in pectore Aleman. Se questa condanna persistette sarebbe impossibile per FSLN e PLC riuscire a far approvare la riforma in Assemblea, non avendo più la maggioranza dei seggi.

Queste diatribe si sviluppano mentre le migliaia di persone colpite dal recente uragano Felix stanno aspettando aiuti dallo Stato, e mentre una forte epidemia di leptospirosi ha gia colpito duecento persone che, spesso, nei Centri di Salute, non trovano i medicinali necessari a curarsi.
Sarebbe interessante che i partiti nicaraguensi cogliessero quali sono davvero le priorità dei popolo che rappresentano, riuscendo a esercitare quello che è il loro mandato, tutelare i cittadini ed assicurare il buon funzionamento dello stato.

Nicola Momentè
27/10/2007








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