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Foto Bolivia: verso un accordo tra le parti?

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Bolivia: verso un accordo tra le parti?

Dialogo tra maggioranza e opposizione

La Paz (dal nostro corrispondente), 9 gen.- Nella giornata di domenica a La Paz si è registrato un importante passo avanti nella latente crisi che da mesi interessa la politica del paese andino. Crisi legata all’approvazione della Nuova Costituzione dello Stato Boliviano, che ha registrato forti scontri culminati nella morte di due manifestanti e un poliziotto, e al taglio realizzato dal governo ai finanziamenti dei nove dipartimenti che compongono il Paese, documento votato in un Parlamento in cui le bancate dell’opposizione erano vuote per protesta. Ciò ha creato un clima di forte tensione nel paese. 

Il Presidente Evo Morales, il vice-presidente e una nutrita rappresentanza di ministri hanno incontrato i nove prefetti, di cui sei si oppongono al governo, in una riunione che, iniziata alle sei della sera, si è prolungata fino alle tre del mattino. Morales ha iniziato il dibattito parlando di una Bolivia Nuova, proponendo una bozza di accordo che continui il miglioramento delle condizioni di vita dei boliviani, per dare dignità al paese e al suo popolo. 

Il risultato di questa riunione è stata una dichiarazione comune dove le parti propongono di cercare un accordo a livello nazionale, da raggiungersi attraverso la formazione di una commissione e tre sub-commissioni, che si occupino nello specifico di legalità, economia e il tema delicato delle autonomie dipartimentali e della Costituzione.
Queste tre subcommissioni affronteranno i nodi cruciali dello scontro politico; se quella legata alla legalità cercherà politiche più effettive contro una piaga crescente nel paese, quella economica cercherà di risolvere la diatriba sul taglio ai finanziamenti ai dipartimenti. 

Questa politica del governo è legata ad una redistribuzione di fondi, legati ai proventi derivanti dalla nazionalizzazione degli idrocarburi, che non andranno più interamente ai singoli dipartimenti, come inizialmente previsto, ma saranno utilzzati in buona parte per il finanziamento della cosiddetta renta dignidad, cioè la creazione di una pensione minima per gli anziani del paese, non esistendo all’oggi un sistema previdenziale. Morales stesso ha proposto la creazione di un fondo di compensación productiva a favore dei dipartimenti, dichiarando che seppur la renta dignidad non è in discussione, non è nemmeno pensabile lasciare i dipartimenti senza finanziamenti. 

Rispetto alla subcommissione per le autonomie ha proposto che direttamente a livello dipartimentale si eleggano i consiglieri, e riguardo alla Costituzione ha riproposto la posizione del governo, secondo cui sia il popolo a decidere la sua approvazione o meno attraverso un referendum. Riguardo alla Costituzione il vicepresidente Álvaro García Linera, ha aggiunto la disponibilità del governo a una revisione di quei punti della Costituzione che creano maggiori contrasti, dichiarando che il documento è correggibile. 

Riguardo all’accordo a livello nazionale, riguarda temi come: l’unità del paese, la democrazia, la legalità, la nazionalizzazione dell’economia, le autonomie, la renta dignidad, la trasparenza nelle relazioni tra Governo e Prefetture e il referendum revocatorio della presidenza della repubblica e delle prefetture. 

La riunione si è chiusa con la dichiarazione di Morales rispetto alla volontà del popolo boliviano, che non è quella di creare un conflitto ma di rafforzare l’unità, proponendo a tutti i rappresentanti dei dipartimenti di trascorrere insieme il prossimo carnevale, festa tradizionale e fortemente sentita nel paese. 

Nicola Momentè
9/1/2008








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