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Foto Nicaragua e gli Obiettivi del Millennio

Analisi di un anno di governo dell'FSLN

Nicaragua e gli Obiettivi del Millennio

Il difficile percorso verso il loro raggiungimento

Managua (Dal nostro corrispondente), 9 Feb.- Durante questi primi dodici mesi di governo guidato dal presidente Daniel Ortega, si sono sviluppati programmi sociali come Hambre Cero (Fame Zero) nelle zone rurali, Usura Zero per assicurare prestito con tassi d’interesse sostenibili, la Crociata Nazionale di Alfabetizzazione per adulti e la ri-pubblicazione del sistema educativo per giovani e bambini, in risposta all’aumento fino al 30% del tasso di analfabetismo nei diciassette anni di governi neoliberali, dovuto alla privatizzazione del sistema stesso. Circa dodicimila famiglie contadine hanno beneficiato del programma Fame Zero, tredicimila donne hanno avuto accesso a prestiti agevolati, centodiecimila adulti sono entrati nel programma di alfabetizzazione e il sistema sanitario ha assicurato medicinali a 450mila persone.

Nonostante ciò, il Paese non ha migliorato i suoi indici relativi agli OdM, soprattutto riguardo al drammatico tasso di indigenza che, secondo un rapporto ONU del 2007, si attesta al 14,9%, e al tasso di persone che vivono con meno di due dollari al giorno che, complessivamente, sfiora il 50% dei cinque milioni di persone che vivono in questo paese. Nicaragua continua così ad essere il secondo paese più povero di tutta l’America Latina, dopo Haiti. 

Certamente il governo danielista ha molte colpe: i programmi che si stanno realizzando non sono sempre effettivi, lo dimostra, ad esempio, il progetto che prevede la consegna di una vacca per famiglia, a contadini che, però, non sanno come allevarla, senza formarli. Questo ha provocato un fallimento del progetto d’appoggio all’allevamento e alla diversificazione alimentare perchè, il contadino, non avendo gli strumenti e le capacità per allevare il bestiame, ha preferito venderlo, guadagnando molto meno di quello che era pianificato dal progetto e, soprattutto, senza formarsi. Inoltre, in Nicaragua, l’aborto è stato messo fuori legge, in qualsiasi sua forma, nel 2006. L’FSLN, che pur aveva votato questa legge, aveva promesso di eliminarla, ma nulla è stato fatto nè si prevede avvenga, essendo il Frente fortemente influenzato dalla influente Chiesa Cattolica. Questa lobby non permette la depenalizzazione nemmeno dell’aborto terapeutico, contribuendo a non migliorare gli indici e la percezione dell’uguaglianza di genere, in un paese storicamente maschilista, nè a migliorare gli indici di mortalità infantile e di salute materna. Nei programmi ministeriali non è prevista alcuna educazione sessuale, non ci sono campagne sull’importanza dell’utilizzo del preservativo e non ci sono programmi di lotta all’HIV. 

L’UNDP, che si occupa della raccolta dati statistici relativi agli OdM, si sta lamentando perchè il governo non fornisce dati relativi ai risultati dei programmi realizzati anche se, ammette, un solo anno di governo non può incidere sostanzialmente su tali indici. In un anno, comunque, Nicaragua è salito di due posizioni nell’Indice di Sviluppo Umano –ISU-, attestandosi al 112. Questo, però, non ha comportato un rallentamento rispetto all’aumento della povertà perchè, se è vero che c’è stato un aumento del PIL, quest'ultimo al contempo non è stato equamente redistribuito.

Una ong nicaragüense, l’Istituto di Studi Strategigi e politiche pubbliche, finanziata dall’agenzia statunitense USAID, denuncia anch’essa l’assenza di informazione governativa a proposito dei risultati dei programmi realizzati, arrivando ad affermare che la politica governativa di lotta alla povertà è più a parole che a fatti, portando a prova di ciò dati secondo cui il 45% del budget destinato a questo obiettivo si utilizza per i salari, e sottolineando che, rispetto al restante 55%, nn ci sono informazioni. 

Il direttore del Centro di Investigazioni di Politica Ambientale, infine, afferma che nè questo governo, nè gli anteriori, hanno realizzato alcuna politica di preservazione dell’ambiente, secondo i dettami degli OdM, asserendo che, di conseguenza, è fortemente probabile che anche l’OdM (che nello specifico caso Nicaragua si propone di ridurre la percentuale di persone senza accesso ad una fonte di acqua) non sarà raggiunto.

Tutte queste denunce e prese di posizione rendono evidenti le difficoltà che sta affrontando il governo dell’FSLN nello sviluppare quel programma ambizioso di ridistribuzione della ricchezza e di governo del popolo che lo aveva portato a trionfare nel Novembre del 2006. Interessi particolaristici, di casta e una diffusa corruzione, non permettono di vedere la luce dietro queste nuvole nere che stanno riempiendo il cielo nicaraguense. 

Nicola Momentè
9/2/2008








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