Voceditalia Top la Voce d'Italia - nuova edizione anno V n.232 del 8/20/2017 Privacy Policy
Voceditalia Top
Voceditalia Top
Logo Voce d'Italia
Voceditalia Top
Esteri
Foto Sviluppi dell’azione militare colombiana in Ecuador

Dura condanna dei paesi latinoamericani

Sviluppi dell’azione militare colombiana in Ecuador

Riflessione sulle tensioni Colombia-Venezuela

La Paz (dal nostro corrispondente), 6 mar.- . L’azione delle forze armate colombiane in territorio ecuadoriano, che ha portato all’uccisione del numero due delle FARC, Raul Reyes e di altri commilitoni, ha creato un clima di alta tensione tra Ecuador, Colombia e il vicino Venezuela. I toni della condanna sono stati differenti, ma da parte di numerosi paesi Latino Americani dura è stata la presa di posizione contro il governo di Bogotà, accusato di ledere la sovranità territoriale ecuadoriana. Brasile, Argentina, Chile, Nicaragua, Bolivia e Cuba hanno emesso delle dichiarazioni ufficiali di condanna dell’accaduto e di appoggio alla rottura delle relazioni diplomatiche tra Ecuador-Venezuela e Colombia.

E` evidente che il governo di Uribe si senta isolato a livello geopolitico, contando però con l’appoggio indiscriminato degl Stati Uniti d’America. Non è difficile osservare nelle mosse colombiane la longa manus statunitense, pronta a destabilizzare, come sta tentando di fare da un decennio a questa parte ad iniziare dal Plan Colombia, quella che ormai è la virata a sinistra latinoamericana. Più parti, compreso il ministro degli esteri del governo conservatore francese, Bernard Kouchner, hanno condannato Uribe, accusandolo di essere a conoscenza che Reyes era il mediatore ufficiale delle FARC per la liberazione di Ingrid Betancourt, cittadina franco-colombiana già candidata alla presidenza della repubblica e da sei anni nelle mani delle FARC. Commentando l’accaduto, il ministro degli esteri ha dichiarato totalmente ingiustificato e condannabile l’intervento colombiano, soprattutto in un momento in cui la liberazione della Betancourt sembrava ad un passo.

False si sono rivelate poi le circostanze in cui sono stati uccisi i guerriglieri: il governo colombiano ha inizialmente dichiarato che la morte degli stessi fosse sopravvenuta in uno scontro a fuoco, per poi ammettere candidamente che i guerriglieri fossero stati uccisi nel sonno. Il governo Venezuelano ha prima dichiarato di voler chiudere le frontiere con la Colombia, per poi decidere di inviare truppe armate lungo tutto il confine tra le due repubbliche. Il presidente Chavéz ha usato toni forti contro l’azione reputandola una chiara ingerenza dell’impero statunitense in Sud America.

L’iniziale rottura diplomatica tra Ecuador e Colombia sta rientrando in queste ore grazie ad un documento d’accordo che i due stati stanno raggiungendo, nella riunione d’emergenza organizzata dalla OEA (Organizzazione Stati Americani), nella cui risoluzione chiara è la presa di posizione a difesa dell’integrità territoriale dello stato andino. Allo stesso tempo, nella giornata di martedì, una dura condanna dell’accaduto non è stata approvata dalla cumbre di Stati, solo per il veto degli Stati Uniti d’America, a fronte di una unità latinoamericana senza precedenti, che ha votato contro l’azione intrapresa da Bogotà.

Pur condannando, con sfumature diverse, l’operato delle FARC, gli Stati Latini convengono sull’inaccettabilità di un intervento armato in uno stato vicino. Inoltre, vari capi di stato del continente ed europei, sostengono che è innegabile, da mesi, un processo d’apertura al dialogo delle FARC, che ha già portato alla liberazione di sei ostaggi. In questo quadro, l’intervento colombiano sembra una strenua difesa di una posizione, quella di Uribe, che ai più sembra perdente. Anche i familiari della Betancourt da tempo ormai denunciano il vero e proprio sabotaggio al processo di liberazione della figlia, portato avanti dal governo di Bogotà, che punta ad una internalizzazione del conflitto, forte dell’appoggio di Washington, e che ha iniziato ad intraprendere con questa azione, uccidendo Reyes che, pur essendo un guerrigliero, rappresentava da anni quella parte delle FARC che lavorava per dire basta al conflitto armato.

Questa azione allontana irrimediabilmente i venti di pace in Colombia dopo che negli ultimi mesi numerosi stati latini e due tra i più conservatori in europa, Francia e Svizzera, si stavano spendendo per un processo di trasformazione pacifica del conflitto. Inequivocabile è la condanna delle azioni che le FARC hanno portato avanti in questi decenni, cosi come quelle dei paramilitari finanziati dai partiti e dai governi colombiani.

Cresce forte la sensazione che i rapporti tra Venezuela e Colombia, rispecchino sempre più le tensioni accumulate tra il gigante nord americano e il mandatario venezuelano. Come spesso nella sua storia, e dopo che la via diretta del golpe in Venezuela, finanziato dal governo statunitense nel 2002, è fallito, Washington agisce da governo ombra indirizzando, attraverso un politico amico, la strategia di difesa e espansione di uno stato latino, per giungere al suo proprio interesse, nello specifico, la caduta di Chavéz e l’installazione di un governo filo statunitense nel paese che gli assicura quasi la metà del suo fabbisogno petrolifero.

Nicola Momentè
6/3/2008








Commenti a questo articolo (0)


Nessun commento attualmente inserito

Commenta questo articolo

Nome:
E-mail:
Titolo:
Commento:


Condizioni del servizio e Informativa
ex art. 13 Decreto Legislativo 30 giugno 2003 n. 196 (Scaricala in PDF)
              Accetto - Non accetto       

Note:
-Si prega di inserire solo commenti riguardanti l'argomento dell'articolo.
-E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam.





Youtube TVoce


«"La Voce d'Italia" Il 1° quotidiano indipendente online fondato e diretto da Marco Marsili. Vicedirettore Anna Belardi. Caporedattore centrale Daniele Orlandi. Responsabile TVoce Jonathan Minimo . Editore e proprietario: Elimar Srl, via Ponte Seveso 35, 20125 Milano (MI), Italy - CF/P. IVA 06355480960 - REA MI 1886850. Direzione, redazione e luogo di stampa: via Ponte Seveso 35, 20125 Milano (MI), Italy. Iscr. Tribunale di Milano n. 215 del 28.3.2006. Contatti: - Advertising: - tel. 0239620017-0287156229 fax 0270030075. Anno VII Copyright © 2007/2014 Elimar Srl. Responsabile trattamento dei dati (D.Lgs. 196/2003): il direttore responsabile pro tempore. Tutti i diritti sono riservati sensi della normativa vigente (lda 633/41). La riproduzione, la pubblicazione e la distribuzione, totale o parziale, su qualsiasi supporto e con qualunque mezzo, di tutto il materiale originale contenuto in questo sito (tra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i testi, le immagini, le elaborazioni grafiche, i video) è espressamente vietata in assenza di autorizzazione scritta.