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Foto Bolivia, scontri nella notte tra sostenitori del Governo e opposizione

Le strade di La Paz non dormono tranquille

Bolivia, scontri nella notte tra sostenitori del Governo e opposizione

Soluzione pacifica sempre pii' lontana

La Paz (dal nostro corrispondente), 7 mar.- La notte scorsa le strade di La Paz si sono riempite di rabbia ed incomprensione, sfociata in scontri tra fazioni che appoggiano l’opposizione e quelle che appoggiano il governo masista, e tra masisti e polizia. La serata è iniziata con una manifestazione pacifica della destra, finanziata per i governatori dipartimentali che osteggiano il governo di Morales, con contenuti incentrati sull’unità nazionale e contro l’operato del governo, accusato di far aumentare notevolmente l’inflazione mettendo in difficoltà molte famiglie.

I problemi sono iniziati quando alla manifestazione sono giunti sostenitori del governo, armati di bastoni e rabbia verso l’opposizione, accusata nei decenni passati di svendere le risorse e le imprese del paese a privati boliviani e stranieri, che si sono dimostrati incapaci di gestirle.

I toni si sono subito accesi, e se da una parte si accusavano i governativi di essere chavisti, dall’altra si accusava la destra di essere fascista. Il diverbio non si è spento fino a che uno spara-acqua e l’ampio uso di lacrimogeni da parte della polizia ha allontanato i manifestanti delle due parti ponendo fine alla manifestazione.

I sostenitori del governo, però, hanno proseguito la loro marcia, distruggendo le vetrine dell’Università San Francesco d’Assisi e quelle di un bar di proprietà del governatore di La Paz, che, recentemente, ha dichiarato appoggiare i processi autonomici, osteggiandosi gran parte della popolazione di La Paz, contraria a ciò.

Il clima di tensione palpabile, con inni contro il governatore e la destra, è continuato fino all’arrivo della polizia che ha nuovamente gassificato con lacrimogeni l’area, disperdendo la numerosa folla.
Queste manifestazioni si inseriscono nel clima sempre più difficile che si sta vivendo nel paese andino. La settimana scorsa il Congresso ha approvato per il 4 Maggio i referendum per la ratifica della Nuova Costituzione Politica dello Stato e per la normazione del latifondo, con la proposta di ridurre la quantità di ettari che ogni proprietario possa possedere, al fine di ridistribuire la terra anche a coloro che non hanno nemmeno un appezzamento, rispetto a grandi possidenti che lasciano per decenni migliaia di ettari incoltivati. I governatori dipartimentali si sono dichiarati contrari a questi referendum, dichiarando che nella stessa data, nei vari dipartimenti, organizzeranno anche referendum per l’approvazione dell’autonomia dipartimentale, che permetterebbe alle prefetture gestionare molti più fondi, e che non trova l’appoggio del governo centrale paceño.

La situazione sembra sempre più polarizzata, con poca disponibilità reale delle due parti ad un confronto serio. Il 4 maggio di quest anno sarà indubbiamente un giorno storico per il paese, potrà portare all’approvazione della nuova costituzione, ma anche implicare una svolta violenta al confronto tra occidente ed oriente del paese.

Nicola Momentè
7/3/2008








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