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SPETTACOLO
Grande, immensa Martha Argerich
Grande, immensa Martha Argerich
Buona prova dell'Orquesta Sinfonica Juvenil da Bahia diretta da Ricardo Castro
Marta Argerich è tra le più grandi (forse la più grande) tra i pianisti ad oggi in attività in tutto il mondo.

Ogni suo concerto è di ineguagliabile fascino; nell’ascolto si rimane letteralmente ammaliati dal suo inconfondibile stile, dalla sua enorme tecnica che le consente di coinvolgere lo spettatore con le sonorità ‘cristalline’ degli abbellimenti, con la travolgente cantabilità; tutti elementi che sa dosare magistralmente per rendere le sue esecuzioni ‘uniche’

L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, ancora una volta, ci ha dato la possibilità di ascoltare questa grandissima artista nel concerto di lunedì 15 settembre, manifestazione inserita in un ciclo di concerti chiamato ‘Il giro del mondo in quattro orchestre', una interessante rassegna mediante la quale si sono potute apprezzare le caratteristiche e le qualità di complessi orchestrali poco conosciuti, la Qatar Philharmonic Orchestra, l’Orquesta Filarmonica de Mexico UNAM, l’Orquesta Sinfonica Juvenil da Bahia assieme alla quale si è esibita la Argerich e la Turkish National Youth Philharmonic che chiuderà questa piccola ‘mini stagione’ lunedì 29 settembre.

Appena è salita sul palco la Argerich è stata accolta da una vera e propria ovazione. Come tutti i grandi interpreti, la pianista, riesce a coinvolgere emotivamente gli spettatori emanando un ‘magnetismo’ che è in grado di catalizzare la sala.

Il brano scelto per la serata era il Concerto n. 1 in si bemolle minore per pianoforte ed orchestra op, 23 di Piotr Iliijc Cajkovskij, uno dei capolavori della letteratura per pianoforte ed orchestra, dove l’espressività si abbina alla tecnica trascendentale necessaria per eseguirla.

La Argerich ha trionfato in maniera assoluta sia per il piglio squisitamente ‘romantico’ che ha dato alla sua interpretazione ad iniziare dall’incisivo Allegro non troppo e molto maestoso seguito dall’ Allegro con spirito al quale ha dato una straordinaria cantabilità reiterata nel successivo Andantino semplice che sfocia nel trascinante Prestissimo, esibendo virtuosismi incredibilmente 'limpidi' che sembrano quasi impalpabili ma senza intaccarne la grandiosità.

Una grandiosità che ha pervaso tutto il finale con quell’Allegro con fuoco che evoca il colore di una danza russa dove la Argerich ha letteralmente ‘elettrizzato’ la platea che le ha tributato un vero e proprio trionfo con numerose ed insistenti richieste di bis che la pianista, visibilmente stanca ma soddisfatta nello spirito, ha concesso proponendo la prima delle Kinderszenen op. 15 di Robert Schumann che ha letteralmente scatenato il pubblico.

Nella seconda parte erano previsti brani esclusivamente orchestrali nella quale l’Orquesta Sinfonica Juvenil da Bahia ha dimostrato il suo valore, non emerso nella prima perché offuscato dalla stella di prima grandezza della Argerich.

Fondata nel 2007 da Ricardo Castro,che ne è direttore musicale ed artistico e che l’ha guidata anche per questa occasione ceciliana, l’Orquesta Sinfonica Juvenil da Bahia fa parte del programma educativo NEOJIBA (Nuclei statali di orchestre giovanili ed infantili) modellato sul famoso progetto venezuelano El Sistema ha iniziato l’attività concertistica nel 2009 esibendosi, con successo, davanti ai pubblici di tutto il mondo.

Qui a Roma, nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica, Ricardo Castro ha diretto le Danze Sinfoniche da West Side Story di Leonard Bernstein e la numero 4 delle nove Bachianas brasileiras con le quali Heitor Villa-Lobos volle fondere la musica assoluta di Bach con i ritmi ed i colori musicali del Brasile.

Due brani con i quali l’Orquesta Sinfonica Juvenil da Bahia ha dimostrato di avere una particolare affinità trovandosi a suo agio con i ritmi travolgenti ed il colore jazzistico di Bernstein e con l’eleganza della bachianas messa molto bene in evidenza nel Lento del Preludio.

Apprezzamento del pubblico alla fine della seconda parte che è stato gratificato anche da due fantasie di musiche brasiliane interpretate dall’Orquestra non solo musicalmente ma anche coreograficamente per un risultato sonoro eccellente che ha scatenato un vero e proprio tifo da stadio per un tripudio di applausi e di urla che sembravano infiniti.


Claudio Listanti
claudio.listanti@voceditalia.it
Nella foto Marta Argerich (copy Adriano Heitman)


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